L'Agnocasto in fiore a Rauccio

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Ecco finalmente l’Agnocasto nella sua veste più bella! La pianta rara ritrovata a Rauccio a Ottobre del 2015 dagli operatori della Cooperativa Terradimezzo.

In primavera inoltrata, all’apice dei nuovi rami sbocciano numerosi piccoli fiori, riuniti in pannocchie, di colore blu cielo; la fioritura continua sporadicamente fino ai freddi autunnali. Il fogliame dell’agnocasto è molto aromatico, ed anche i fiori sono profumati ed attirano le farfalle.

Il nome del genere significa “intrecciare”; infatti nell’ antichità, e ancora oggi in alcune località, vengono utilizzati per la produzione di cestini o sedie.

Il nome agnos invece fa riferimento a una ipotetica capacità anafrodisiaca, quindi utile per far mantenere alle fanciulle la verginità. Ancora oggi in inglese viene chiamato tree of chastity per ricordare l’usanza greca di spargere le foglie profumate della pianta sui letti delle più giovani durante le feste in onore di Cerere. Pare inoltre che anche i semi avessero la proprietà di calmare gli ardori della giovinezza, sia nell’uomo, sia nella donna.

L’agnocasto è utilizzato in medicina ed erboristeria per le sue molte qualità medicamentose.

Il medico greco Dioscoride, del I secolo d.C., lo suggeriva come rimedio per diminuire la libido; secondo il naturalista romano Plinio il Vecchio, veniva sparso sui letti delle mogli dei soldati ateniesi, per preservarne la fedeltà coniugale quando i soldati andavano lontano in battaglia. In passato si pensò che i semi fossero particolarmente utili alla vita monastica e fu abbondantemente coltivato presso i monasteri per cui sono stati chiamati anche "pepe di monaco".

Pietro Andrea Mattioli, medico e botanico senese del 500, a proposito dell'Agnocasto, scrive nel suo erbario figurato: “… costringe gli impeti di Venere tanto mangiato fritto quanto crudo… si crede che non solamente mangiandosene o bevendosene faccia gli uomini casti ma ancor giacendovisi…”.

E’ utilissimo nelle pratiche mistiche e estatiche ed è un valido aiuto nei periodi in cui bisogna mantenersi casti. Questa pianta è posta sotto l’influenza della Luna. I Sami, abitanti dell’isola di Samo, credevano che Giunone fosse nata nella loro isola, nelle rive del fiume Imbraco, sotto un agnocasto.

Questa pianta viene utilizzata da millenni anche nella medicina popolare ed in erboristeria.

 

Mi si è stretto il cuore, nel varcare l'infinito. Seduto nel bosco, mi sono sentito un po' angelo, brividi d'amore hanno scosso anima e corpo. Quanta gente... quanta luce negli occhi commossi, il giardino si è illuminato a festa e angeli felici e increduli con sottile voce ci hanno trasportato in un mondo surreale, dove volare... è stato un po' come sognare

-- FIORENZO FIORENTINI

 

Pietro Andrea Mattioli, medico e botanico senese del 500, a proposito dell'Agnocasto, scrive nel suo erbario figurato: “… costringe gli impeti di Venere tanto mangiato fritto quanto crudo… si crede che non solamente mangiandosene o bevendosene faccia gli uomini casti ma ancor giacendovisi…”.

L'Agnocasto è noto anche con il nome di "pepe dei monaci" perché i frutti hanno un sapore piccante e la pianta veniva coltivata dai monaci nei loro orti come anafrodisiaco per non tradire il voto di castità.


Le api erano quindi considerate innanzitutto caste. Virgilio stesso ci dice che esse non si abbandonano al congiungimento, non fiaccano i loro corpi nei piaceri di Venere, né generano con le doglie. Del resto, le donne ateniesi che partecipavano alle feste Tesmoforie assumevano il nome di mélissai: esse si astenevano per tre giorni da ogni contatto sessuale, digiunavano per un giorno e giacevano a terra su giacigli di agnocasto, pianta dal potere anafrodisiaco.


AGNOCASTO

Utilizzo Magico:

E’ utilissimo nelle pratiche mistiche e estatiche ed è un valido aiuto nei periodi in cui bisogna mantenersi casti. Questa pianta è posta sotto l’influenza della Luna.

I Sami, abitanti dell’isola di Samo, credevano che Giunone fosse nata nella loro isola, nelle rive del fiume Imbraco, sotto un agnocasto.

Questa pianta viene utilizzata da millenni anche nella medicina popolare ed in erboristeria.

 



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